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19 mai 2001 6 19 /05 /mai /2001 10:45

6 mai 2013

 

Transmis par Didier Vanhoutte


Chers amis,

Vous savez que Parvis, Partenia 2000, FHEDLES et NSAE appartiennent au Réseau Européen Eglises et Libertés, les deux dernières associations étant par ailleurs membres d'IMWAC.

Ces 2 réseaux

http://partenia-au-dela-des-frontieres.over-blog.com/article-le-reseau-europeen-eglises-et-libertes-98363674.html

étaient présents au Forum Social Mondial de Tunis, en particulier avec François Becker et Vittorio Bellavite.

Vittorio a rédigé ce rapport pour les réseaux internationaux, et nous l'a traduit en français. C'est précisément le document que je vous fais parvenir. Il mérite votre attention.

Fidélité,

Didier

 

 

 

Le Forum social mondial de Tunis,

vu par Vittorio Bellavite

 

En italien 

Articolo per Confronti , numero di maggio 2013    

 

La situazione in Tunisia

            Si sa, Tunisi è la più occidentale delle capitali arabe e tale, in effetti,  appare. Grandi boulevards alla francese, una periferia con tante costruzioni in cantiere e poi l’area archeologica di Cartagine  e tanto turismo lungo le spiagge della costa e verso sud. Con il cambio favorevole ci sono non pochi pensionati italiani che vi si sono trasferiti.

La medina ricorda le altre del Cairo, di Damasco ecc… senza avere la magnificenza e le dimensioni di quella di Istanbul.  Nel centro la grande moschea è visitabile al non mussulmano solo in orari molto definiti. Io, fuori orario, sono stato allontanato senza complimenti . Nel pienissimo centro la grande cattedrale cattolica di S, Vincenzo de’ Paoli dallo stile composito come gran parte delle chiese dei paesi ex-colonie è una  eredità evidente del colonialismo francese in un paese che ha ora ventimila cattolici. In questo paese sono partite le rivoluzioni arabe il 14 gennaio 1911, il dittatore Ben Alì è stato scacciato, le elezioni per l’assemblea costituente hanno visto la vittoria del partito islamista “moderato”  Ennahdha contro tutte le forze laiche e progressiste che sono state e sono  le protagoniste di una grande esplosione di realtà  sociali in perenne mobilitazione. La libertà di stampa e, penso, anche di TV è garantita. “La Presse”, il principale quotidiano, ha scritto tre editoriali consecutivi di apprezzamento per il forum I salafiti sono presenti e attivi e , dicono le sinistre, protetti o troppo tollerati dal partito di maggioranza. Intanto ci sono cellule che reclutano per la guerra santa combattenti per la Siria con metodi ben noti e tanti giovani tentano ancora la partenza per l’Italia sui barconi. Le mamme dei giovani di cui non si sa più niente (dall’Italia non mandano notizie ma non si ha informazione precisa sui naufragi) facevano parte della manifestazione inaugurale del dodicesimo forum sociale mondiale il 26 marzo e ne erano lo spezzone più emozionante, recando foto dei loro figlioli.

 

Una situazione economica pesantissima

            La situazione economica , dopo la rivoluzione è peggiorata quanto a inflazione e a disoccupazione; il governo affronta la situazione coi “consigli” della politica neoliberista del Fondo Monetario Internazionale. L’assemblea costituente non solo discute della nuova costituzione con discussioni vivacissime su formulazioni relative al ruolo della donna (si rischia l’arretramento rispetto alla legislazione “laica” postcoloniale) ma anche esprime la maggioranza che da vita al governo. Il Presidente della Repubblica è un laico Moncef Marzouki, già esponente della difesa dei diritti umani, ma considerato dall’opposizione senza potere e foglia di fico del governo islamista.  In una situazione già così  pesante e in transizione il 6 febbraio è stato assassinato Chokri Belaid , il leader del Fronte Popolare di opposizione. Le manifestazioni hanno incendiato il paese, l’assassinio non è stato rivendicato ma l’opposizione sostiene, neanche velatamente, che i mandanti sono da ricercare nel Ministero dell’Interno. E poi succedono ancora  cose quasi incredibili, davanti al Teatro municipale nella grande Avenue Bourghiba, anima di tutta la città, un giovane disoccupato e ambulante abusivo, Adel Khazri, si è dato fuoco il 12 marzo, morendo il giorno dopo. Pare che le immolazioni , dopo la prima del 17 dicembre 2010, che ha avviato la rivoluzione, siano state proprio tante, addirittura 167 secondo Radio Mosaique, una cifra angosciante se fosse confermata.

 

Il dodicesimo forum sociale mondiale

            Queste informazioni sono necessarie per capire in quale situazione si è svolto il dodicesimo forum sociale mondiale, il primo nei paesi arabi (preceduto in Africa da quelli di Nairobi e di Dakar). Esso è stato organizzato dal Forum del Maghreb, senza un vero apporto organizzativo da parte  dal coordinamento brasiliano di San Paolo (non per dissensi ma solo per l’attuale debolezza del centro, a quanto ho capito). Le cifre comunicate sono queste: 60.000 partecipanti di 127 nazionalità, 4500 le associazioni da ogni parte del mondo, 1612 atelier, 1800 giornalisti accreditati. Il titolo di questo forum era di una sola parola “Dignità” e  la parola d’ordine era quella  di sempre “Un altro mondo è possibile”che, mai  come  in questa occasione, appariva  concreta.

Il forum, con questa quantità di persone e di iniziative, si è concentrato nell’università di El Manar (alla periferia di Tunisi  ma abbastanza accessibile) e ciò ha facilitato il suo svolgimento. Mi ricordavo dell’università di Dakar di due anni fa che, tre giorni prima dell’inizio del forum, fu praticamente “impedita” dal Presidente della Repubblica mettendo in crisi tutto.

 

Il forum è stato un indubbio successo

            Queste premesse per permettermi di dire che, in questa situazione, il forum è stato più che un successo. Nessun incidente, un’organizzazione logistica accettabile, agibilità piena per chi veniva da fuori. C’era  la consapevolezza, anche da parte delle autorità islamiste, che esso costituiva una vetrina straordinaria sul mondo e che conveniva non ostacolarla e semmai non starci completamente fuori. E’ stato un successo perché le forze democratiche tunisine hanno constatato la solidarietà dei movimenti alternativi di tutto il mondo che non si sono lasciati intimorire da una situazione a rischio, perché il circuito dei social Forum ha dimostrato di reggere nel tempo e di capire la novità delle rivoluzioni arabe, perché la discussione sulle  problematiche della crisi e della globalizzazione è andata avanti, perché contatti, relazioni, convergenze e progetti comuni sono stati facilitati  dall’incontro diretto tra i tantissimi soggetti presenti. La situazione è ben diversa in Europa dove i social forum europei si sono del tutto arenati (l’ultimo è stato quello di Istanbul nel 2010) dopo essere stati all’avanguardia con quello, straordinario,  di Firenze del 2012. 

 

La struttura del Forum

            E’ difficile fare una descrizione esauriente di tutti i problemi emersi e discussi. I forum ora sono sostanzialmente autorganizzati. Il Comitato organizzatore fornisce una struttura di base che consiste nella Marcia d’apertura il primo giorno, in quella di chiusura l’ultimo (quest’anno finalizzata alla solidarietà con il popolo palestinese), in concerti al margine dei cinque giorni e poi un struttura logistica generale per permettere alle associazioni e ai movimenti di tutto il mondo che accettano la Carta di Porto Alegre (il documento fondativo dei forum) di organizzare seminari o  assemblee in cui proporre, discutere, fare progetti per il futuro. Stante lo straordinario numero di partecipanti gli organizzatori, già da qualche tempo, invitano in modo non vincolante le associazioni a proporre online le proprie tematiche e successivamente a prendere rapporti con chi ha proposto questioni analoghe. In questo modo via mail o skype, si stabiliscono contatti che possono portare  alla unificazione (“agglutination” o “merge”) dei seminari, ridurne il numero ed accrescerne l’importanza. Il metodo, che mi pare funzioni abbastanza, non toglie che gli incontri siano  ancora troppo  numerosi. Tutte le iniziative si vedono assegnare uno spazio, una data e un orario che sono poi pubblicati sul sito del forum e stampati in un fascicolo-libro che viene distribuito a tutti i partecipanti. Ogni associazione paga una quota di iscrizione, più alta per i paesi del Nord (150 euro)  meno per gli altri, idem per ogni partecipante individuale. Poi, ogni iniziativa deve essere pagata, si possono richiedere gli interpreti (a Tunisi erano però pochissimi, bisognava arrangiarsi). Nell’area dove si svolge il forum ci sono poi tante tende, banchetti dove le organizzazioni distribuiscono materiali, si presentano, discutono ecc…Anche queste sono occasioni di nuovi contatti e conoscenze dell’immensa quantità di problemi che ci sono nel mondo e di interventi che si fanno.

 

Di cosa si è parlato al Forum

            Per poter avere una conoscenza generale di come va il forum bisognerebbe avere una delegazione di quattro-cinque persone che si distribuiscano nei vari incontri per settori di intervento per poi fare collettivamente il punto sulla situazione. In tutti i  forum le questioni permanenti sono quelle dello strapotere della finanza e della crisi da essa provocata, delle multinazionali, dell’ambiente e della sua distruzione, dei problemi della cittadinanza , del welfare, della pace e della guerra su tutti gli scenari del mondo, della condizione della donna, dei diritti umani, delle forme della cooperazione internazionale. Quest’anno in Tunisia un ruolo preponderante l’hanno avuto le rivoluzioni arabe, il problema dei profughi, il problema della democrazia e della laicità nel rapporto con la religione, la condizione della donna, insomma le questioni emergenti nel Maghreb e in più la tematica relativamente nuova dei beni comuni. Fortissima la presenza del problema palestinese al quale è stata “dedicata” la grande manifestazione di chiusura il pomeriggio del 30. La gran parte dei partecipanti era, ovviamente, del Nordafrica ma rappresentanze c’erano da ogni dove; numerosa e attiva la delegazione italiana , parecchi i francesi, poi i brasiliani e tanti altri in piccole rappresentanze. Il movimento dei forum nel mondo (ce ne sono tanti e in continuazione per aree geografiche) ha di fronte da tempo la questione  di  una possibile  maggiore efficacia sul piano generale dei tanti movimenti per il cambiamento che nei forum si incontrano. Si tratta di superare-molti propongono- la proposta originaria che era quella di un semplice spazio aperto di confronto per diventare strumento essenziale di azione, di trasformazione della realtà. Cosa ambiziosa ma molto  difficile da realizzare. In questa direzione i forum comunque hanno iniziato un percorso. Nell’ultima giornata di Tunisi (come nei più recenti forum) le realtà associative che si muovono su terreni analoghi sono state invitate a organizzare “assemblee di convergenza” in cui programmare, mediante networks,  momenti comuni di azione a livello sovranazionale o continentale. Anche in questo campo sarà necessario del tempo per ricostruire con esattezza quanto è stato fatto a Tunisi e quanto  è già in programma. Di certo c’è già   ad Atene un Altersummit  il 7/8 giugno.

 

La presenza cristiana

            Quest’anno non c’è stato come in passato il forum della teologia della liberazione prima del forum mondiale. Ciò perché c’era stata a S.Leopoldo in Brasile nello scorso ottobre una grande assemblea dei teologi della liberazione. Era difficile ripetere un incontro simile. Il Forum era tuttavia presente con due seminari e col proprio coordinatore il brasiliano Carlo Susin.  Questi due incontri però non sono stati niente di significativo, salvo l’intervento di Juan José Tamayo, il teologo di Madrid, che ha rilanciato la teologia cristiano-islamica della liberazione. Erano presenti il francese Sécours Catholique, la Caritas e soprattutto una trentina di Comboniani, frati e suore, che si sono trovati anche prima e dopo il forum per un loro incontro di formazione e di dibattito. Con Alex Zanotelli c’era Elisa Kidané direttrice di Combonifem, Fernando Zolli, Dario Bossi, Daniele Moschetti   ed altri missionari, soprattutto dall’Africa,  tutti diversi dai vecchi cliché del vecchio “missionario” delle nostre parrocchie, tutti sulle barricate per un altro mondo possibile. Hanno organizzato dei seminari “altermondialisti”.

 

Il seminario di “Noi Siamo Chiesa”

            Io rappresentavo il movimento internazionale We Are Church. Insieme all’European Network Church on The Move (il movimento cugino che in Europa segue soprattutto le questioni sociali, della laicità  e dei diritti umani) abbiamo organizzato una conferenza su “”Libertà e stato di diritto:le sfide di una società democratica con differenti cosmovisioni”. Diceva la presentazione  :” come costruire una società democratica che permetta a tutti i suoi membri di vivere pacificamente rispettando le libertà, soprattutto quella di coscienza, e i loro diritti, quali che siano le loro convinzioni religiose, atee o agnostiche”. Siamo riusciti a organizzarlo con il francese Manifeste des Libertés, con Cristianisme y Iusticia (gesuiti di Barcellona incontrati  via internet) e con il Cercle Gaston Crémieux (ebrei non israeliani). E’ stato un dibattito vivace, utile per conoscersi e continuare in questo percorso del dialogo interculturale di cui i cristiani devono essere protagonisti.

Ma voglio infine  dare notizia della Cattedrale. Vi si sono svolte da giovedì a sabato tutte le tradizionali cerimonie della settimana santa. La chiesa era piena, i trenta comboniani partecipavano a tutti i riti, i presenti erano in gran parte neri, alcuni del social forum e altri europei presenti a Tunisi. Splendido il coro, emozionante il battesimo durante la messa del sabato santo di una ventina di uomini, ragazze e fanciulli, tutti  neri. E’ stata una scoperta di Chiesa, lontani da Roma in un paese in cui sei in minoranza e afferri significati  e simboli che qui sono parte della quotidianità e dicono poco.

                                                                    

Vittorio Bellavite

 

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En français

La situation en Tunisie

Tunis est la plus occidentale des capitales arabes et cela  se voit clairement: de grands boulevards comme en France, une banlieue avec de nombreux bâtiments en construction, le site archéologique de Carthage et beaucoup de tourisme le long des plages de la côte et vers le sud. Grâce au taux de change favorable bon nombre de retraités italiens s'y est installé.
La médina rappelle celles  des autres villes du Moyen-Orient sans avoir la magnificence et l’étendue de celle d’Istanbul. Au centre  se trouve la grande mosquée qui  est ouverte aux non-musulmans à des horaires bien précis. Je m’y suis rendu hors de ces horaires et  j'ai été éloigné sans cérémonies. En plein centre la grande cathédrale catholique de Saint Vincent de Paul,  en style composite comme la plupart des églises  des anciennes colonies, est un héritage évident de la colonisation française dans un pays qui compte aujourd’hui  vingt mille catholiques. C’est dans ce pays que  les révolutions arabes ont commencé le 14  Janvier 2011. Le dictateur Ben Ali a été chassé, les élections  pour l'Assemblée Constituante ont vu la victoire du parti islamiste «modéré» Ennahdha contre toutes les forces laïques et progressistes qui ont été, et qui le sont encore,  les protagonistes d'une grande explosion des réalités sociales dans une mobilisation perpétuelle. La liberté de la presse et, je pense, de la télévision aussi sont garanties. "La Presse", le principal journal du pays, a  publié trois éditoriaux  d’appréciation pour le forum. Les salafistes sont présents et actifs, les partis de gauche disent qu’ils sont trop protégés ou tolérés par le parti majoritaire. Pendant ce temps, il y a des cellules qui, par des méthodes bien connues, recrutent des combattants  pour la  guerre sainte  en Syrie, et de nombreux jeunes tentent encore de partir pour l'Italie sur des bateaux. Les mères de jeunes gens qui sont partis et  dont on ne sait plus rien ( ils n’envoient pas de leurs nouvelles d’Italie et on n’a pas d’informations précises sur le nombre des naufragés) ont participé le 26 mars  à la manifestation pour l’inauguration du douzième Forum Social Mondial, elles affichaient  les photos  de leurs enfants   et elles en  étaient l'élément le plus touchant.

Une situation économique lourde
Après la révolution la situation économique est empirée en termes d'inflation et de chômage, et le gouvernement  fait face à cette situation avec les «conseils» des politiques néo-libéraux du Fonds Monétaire International. L'Assemblée Constituante discute non seulement sur  la nouvelle constitution avec des discussions animées sur  le rôle de la femme ( on risque  de revenir en arrière  par rapport à la législation «laïque» post-coloniale), mais exprime également la majorité qui soutient  le gouvernement. Le Président de la République, Moncef Marzouki, est un  laïque, ancien membre de la défense des droits de l'homme, mais l'opposition juge  qu’il n’a pas vraiment de pouvoir et que derrière  ce paravent  il y a le gouvernement islamiste. Dans une situation déjà si lourde et en transformation le 6 Février a été assassiné Chokri Belaid, chef du Front populaire d’ l'opposition. Les manifestations ont enflammé le pays, l'assassinat n'a pas été revendiqué mais l'opposition affirme, même assez ouvertement, que les vrais responsables se trouvent au sein du ministère de l'Intérieur. Et puis il arrive encore des faits incroyables : en face du théâtre municipal dans la grande avenue Bourguiba, l'âme de toute la ville, un jeune chômeur et marchand ambulant non autorisé, Adel Khazri, s'est immolé par le feu le 12 Mars, et mourut le lendemain. Il semble que les auto-immolations, après la première du 17 Décembre 2010, qui a commencé la révolution, aient été  nombreuses, 167 selon  Radio Mosaïque, un chiffre effrayant s’il était confirmé.


Le douzième Forum social mondial     


Ces précisions sont nécessaires pour comprendre la situation dans laquelle  a eu lieu  le douzième Forum Social Mondial, le premier dans les pays arabes (en Afrique il y avait déjà eu ceux de Nairobi et de Dakar). Il a été organisé par le Forum du Maghreb, sans contribution, quant à l’organisation,  de la part de la coordination brésilienne de Sao Paul     (non à cause de désaccords, mais seulement pour la faiblesse actuelle du centre, si j’ai bien compris). Voici les chiffres qu’on a communiqués : 60.000 participants de 127 nationalités, 4500 associations du monde entier, 1612 Ateliers, 1800 journalistes accrédités.  Le titre de ce Forum était un seul mot «Dignité» et  le mot d’ordre est le même que toujours «Un autre monde est possible»  et ce mot n’a jamais été si concret.

Tout le forum, avec cette quantité de personnes et d'initiatives, a eu lieu à l'Université d'El Manar ( à la banlieue de Tunis, mais tout à fait accessible), ce qui a facilité les travaux. Je me suis souvenu de  ce qui est arrivé pour l'Université de Dakar il ya deux ans : trois jours avant le début du forum, le Président de la République a pratiquement empêché l’accès à l’Université, ce qui a provoqué de gros problèmes.

Le Forum a été un succès incontestable
Ces précisions m’autorisent  à affirmer que, dans cette situation, le forum a été plus qu'un succès. Aucun accident, une organisation logistique acceptable, aucune entrave aux personnes venant de l'extérieur. Les autorités islamistes avaient conscience que  c'était une superbe vitrine  sur le monde et ont accepté de ne pas entraver les travaux et même de ne pas se tenir complètement en dehors. Ce Forum a été un succès pour plusieurs motifs: les forces démocratiques en Tunisie ont constaté la solidarité des mouvements alternatifs à travers le monde qui n’ont pas craint une situation à risque, le circuit des Forums sociaux  a montré qu’il sait tenir à longueur d’années  et sait comprendre la nouveauté des révolutions arabes, la discussion sur les problèmes de la crise et de la mondialisation a poursuivi, la  rencontre directe entre les nombreuses personnes présentes  a aidé aux contacts, aux relations, aux convergences et aux projets communs. La situation est très différente en Europe où les Forums Sociaux  Européens  se sont complètement enlisés (le dernier a eu lieu à Istanbul en 2010) après avoir été à l'avant-garde avec  celui de Florence en 2012.


La structure du Forum
Il est difficile de faire une description exhaustive de toutes les questions soulevées et discutées. Les Forums sont maintenant largement auto-organisés. Le comité organisateur prévoit une structure de base qui consiste dans une marche  le premier jour et une autre le dernier (cette année visée  à la solidarité avec le peuple palestinien), dans des concerts pendant les cinq jours, puis une structure logistique générale pour permettre aux associations et aux mouvements du monde entier qui acceptent la Charte de Porto Alegre (le document fondateur du Forum) d'organiser des colloques ou des réunions, pour proposer, discuter, faire des plans pour l'avenir. Compte tenu du nombre extraordinaire de participants les  organisateurs, depuis quelque temps, invitent, si possible, les associations  à proposer leurs propres sujets  sur le net et ensuite de prendre contact avec ceux qui ont proposé des questions similaires. De cette façon, par courriel ou par skype,  on établit des contacts qui peuvent conduire à l'unification («agglutination» ou «fusion») des  séminaires, en réduire le nombre et en accroître l’importance. La méthode, qui je pense fonctionne tout à fait, ne veut pas dire que les réunions sont encore trop nombreux. Toutes les initiatives se sont vues attribuer un espace, une date et une heure qui sont publiés sur le site du forum et imprimé dans un livret-book qui est distribué à tous les participants. Chaque association devra payer un droit d'entrée, plus élevé pour les pays du Nord (150 euros), moins pour d'autres, idem pour chaque participant. Ensuite, chaque initiative doit être payé, vous pouvez demander aux interprètes (à Tunis, cependant, étaient très peu nombreux, a dû faire faire). Dans la zone où le forum est organisé, il ya aussi de nombreuses tentes, des stands où les organisations distribuent des matériaux, présenter, discuter, etc ... Ce sont aussi des opportunités pour de nouveaux contacts et des connaissances de l'immense quantité de problèmes qui existent dans le monde et interventions que vous faites.


Ce qui a été discuté lors du Forum
Afin d'avoir une compréhension générale de la manière dont il va ce forum devrait avoir une délégation de quatre à cinq personnes qui sont répartis dans les différentes réunions pour les domaines d'action et ensuite faire collectivement de la situation. Pour toutes les questions forum permanent sont celles de la puissance excessive de la finance et de la crise qu'elle provoque, les multinationales, l'environnement et sa destruction, les problèmes de citoyenneté, bien-être, la paix et la guerre de tous les scénarios du monde , le statut des femmes, les droits humains, les formes de coopération internationale. Cette année, un rôle majeur en Tunisie ont eu les révolutions arabes, le problème des réfugiés, le problème de la démocratie et de la laïcité par rapport à la religion, le statut des femmes, en bref, les questions émergentes dans le Maghreb et le plus thématiques nouveaux produits relativement courants. Forte présence du problème palestinien qui a été "consacré" le grand événement de clôture de l'après-midi du 30. La majorité des participants étaient, bien sûr, en Afrique du Nord mais il y avait des représentants de partout, nombreux et actifs, la délégation italienne, un certain nombre des Français, puis les Brésiliens et de nombreux autres petits organismes. Le mouvement du forum dans le monde (il ya beaucoup et de façon continue pour des zones géographiques) en face de lui pendant longtemps la question d'une éventuelle plus grande efficacité sur le plan général des nombreux mouvements pour le changement dans le forum rencontrer. Il est supérieur à-plusieurs-proposer que la proposition initiale était celle d'un espace ouvert simples en comparaison de devenir un outil essentiel de l'action, la transformation de la réalité. Que ambitieux mais très difficile à réaliser. En ce sens, cependant, les forums ont commencé un chemin. Le dernier jour de Tunis (comme dans la tribune la plus récente), les associations qui se déplacent sur des motifs similaires ont été invités à organiser des "réunions convergence" programme dans lequel, à travers des réseaux, des moments d'action communs à supranationales ou continentales. Dans ce domaine, il faudra du temps pour reconstituer exactement ce qui a été fait à Tunis et ce qui est déjà dans le programme. Bien sûr, il ya déjà un Altersummit à Athènes le 7/8 Juin.


La présence chrétienne
Cette année, comme par le passé, il n'a pas été un forum de théologie de la libération avant le forum mondial. C'est parce qu'il y avait un S.Leopoldo au Brésil en Octobre l'année dernière une grande assemblée de théologiens de la libération. Il était difficile de répéter une réunion similaire. Le Forum, cependant, était présent avec deux séminaires avec son propre coordinateur et le Brésilien Carlo Susin. Ces deux réunions, cependant, n'étaient pas quelque chose de significatif, à l'exception de l'intervention de Juan José Tamayo, le théologien de Madrid, ce qui a stimulé la théologie islamo-chrétien de libération. Etaient présents le Secours Catholique Français, Caritas et plus de trente comboniens missionnaires, des moines et des nonnes, qui se sont trouvés avant et après le forum de leur session de formation et de débat. Avec Alex Zanotelli était Elisa Kidane Combonifem directeur, Fernando Zolli, Dario Bossi, Daniele Moschetti et d'autres missionnaires, en particulier de l'Afrique, tout différent de l'ancien cliché de l'ancien «missionnaire» de nos paroisses, toutes les barricades dans un autre monde possible. Ils ont organisé le séminaire "anti-mondialisation".


Le séminaire de «Nous sommes Eglise"
J'ai représenté le Mouvement international We Are Church. Avec le European Network Church on the Move  (cousine de mouvement en Europe à la suite notamment des questions sociales, de la laïcité et des droits de l'homme), nous avons organisé une conférence sur "" la liberté et la règle de droit: les défis d'une société démocratique avec différents visions du monde. " Il a dit la présentation: «comment construire une société démocratique qui permet à tous ses membres de vivre pacifiquement en respectant la liberté, en particulier celle de la conscience, et de leurs droits, quelle que soit leur religion, athée ou agnostique." Nous avons pu organiser avec le Manifeste des Libertés français, avec Cristianisme y Iusticia (jésuites Barcelone a rencontré via Internet) et le Cercle Gaston Crémieux (les Juifs non israéliens). Il été un vif débat, utile à connaître l'autre et continuer sur cette voie du dialogue interculturel dans lequel les chrétiens devraient être les protagonistes.

Mais je veux enfin donner un avis de la cathédrale. Nous étions tenus du jeudi au samedi toutes les cérémonies traditionnelles de la Semaine Sainte. L'église était pleine, le trente Comboni a participé à tous les rituels, ceux-ci étaient pour la plupart noirs, quelques-uns des forums sociaux et les autres Européens présents à Tunis. Splendid chorus, baptême passionnant pendant la messe du samedi saint d'environ vingt hommes, les filles et les garçons, les All Blacks. C'est une découverte de l'Eglise, loin de Rome, dans un pays dans lequel vous êtes dans la minorité et la signification de saisir et de symboles qui font partie de la vie quotidienne ici et parlent peu.

Vittorio Bellavite

 

 

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Revoir : Forum Social Mondial 2013 à Tunis

 

et : Forum Social Mondial à Tunis et Assassinat de Chokri Belaid

 

 


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